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Recensione Editoriale : RIDICOLCALCIO, tutto il calcio risata per risata - di N.Calzaretta e M.Cavani |
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RIDICOLCALCIO è un libro comico, un almanacco del calcio-risata: comincia con una raccolta dei maggiori strafalcioni commessi da illustri esponenti del mondo del pallone (il nostro bellissimo sport nazionale appesantito da un solo limite: quello di prendersi troppo sul serio), prosegue con un inserto a colori a cura di Nicola Calzaretta che si basa sulle figurine Panini e confronta il look dei calciatori a qualche anno di distanza: vediamo atleti che un giorno - sembra impossibile - avevano anch'essi i capelli (tipo Stam, Torrisi o Fanna) e osserviamo gli stessi all'epoca in cui non ne avevano più traccia... Altri sono raffigurati col pizzetto e nella pagina accanto li ritroviamo quando non ce l'avevano ancora (c'è perfino una figurina di Gattuso sbarbato) e tante altre cose divertenti. Poi passiamo a un capitolo che utilizza più di mille cognomi veri di calciatori presenti nei database delle varie Leghe per creare un centinaio di squadre di fantasia costruite in base alle affinità tematiche dei cognomi stessi (Lima, Ferri, Colla, Chiodi, ecc., ad esempio, vanno a comporre gli effettivi del Geppetto Team, e così via). Più che un libro, RIDICOLCALCIO è un dono fatto al lettore. Il patrimonio nominale in questione infatti esiste già, è sotto gli occhi di tutti, ma gli autori, un po' direttori d'orchestra e un po' minatori, estraggono una musica comica dai segni presenti nello spartito e fanno pubblico dono delle variazioni tematiche cavate fuori dalla materia grezza in esame. Con leggerezza e senza che dal prodotto trapeli altro che il loro stesso divertimento, Marco e Nicola danno vita a centinaia d'immaginarie formazioni: sciami di veri cognomi di calciatori s'attorcigliano e s'aggregano (è stata vista gente star male dal ridere leggendo le bozze), l'albero del Caso viene scosso a piene mani, indirizzandolo a produrre frutti inediti, in un improbabile gaio Nuovo Corso, sotto i colori sociali della Fantasia e del Buonumore. Quasi tutti i nomi propri in origine erano nomi comuni: cose, luoghi, professioni, proprietà, caratteristiche. L'uso proprio del nome comune lo separa spesso a vita dal suo significato originale: quando si parla del signor Rossi, di rado viene in mente il rosso come colore... Questo libro rituffa i nomi propri nel loro significato originario di cose, illuminando la comicità costitutiva del Mondo e delle sue possibili combinazioni. Nelle pagine di RIDICOLCALCIO i calciatori noti vengono inghiottiti dai significati dei loro nomi, e chi li nomina, oltre a far ridere, riesce anche a rendere anonimo chi è nominato: un'inquietante operazione di vaporizzazione della persona già intentata da Mike Bongiorno quando si rivolgeva ai concorrenti chiamandoli col nome del loro mestiere, o da Walt Disney con l'idraulico Tubi e l'ispettore Manetta.
Alcune chicche : "Non vorrei dare alito a delle polemiche:
questa Inter è come un carro armato a vele spiegate" “Era difficile fare gol, perché la squadra
avversaria ha eretto davanti alla propria area una linea majoret“,
Ezio Luzzi “Giochiamo in Provenza…in Provenza di cosa?” Edmeo Lugaresi, presidente del Cesena “Bonjour Monsieur Rocco, mon ami“. “Mona a mi? Mona a ti e anca testa de gran casso“ Nereo Rocco “Dite che con Pancev bisogna avere pazienza perché è un macedone? Sarà…ma io sono della Bovisa e non sono mica un pirla!“, Osvaldo Bagnoli ”per vincere occorre che il portiere pari, i difensori difendano, gli attaccanti attacchino e i centrocampisti…centrocampastino“, Arrigo Sacchi ”ho scattato sulla fascia, ebbi messo il pallone al centro…e Maiellaro ebbe fatto gol“, Giovanni Loseto, “Avevo due figurine di Riva e grazie a loro…mi sono fatta tutta la Juve“. Maria Teresa Ruta Per la mia carriera devo ringraziare i miei genitori, ma in particolare mia madre e mio padre“? Altobelli Alessandro “Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a uno juventino mi conto le dita”. “Un pronostico su Ascoli-Milan? Non saprei, non seguo il calcio minore”- Peppino Prisco Una carrellata impietosa? Tutt’altro, la consapevolezza anzi che spesso l’estrapolazione dal contesto, seppur indispensabile per il collettivo effetto comico, invalida ogni giudizio di merito sulle qualità intellettuali e intellettive di chi inciampa sulla lingua. E ci sentiamo di dar ragione a Michel Platini, di cui è indubbia l’intelligenza non solo calcistica, il quale sostiene che “anche Einstein, intervistato tutti i giorni, farebbe la figura del cretino“.
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