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Episodi
inediti e testimonianze sul mondo del calcio scritte con piglio
talora polemico talora meno acre da un personaggio scomodo che ha
scelto di abbandonare la panchina.
Aldo Agroppi, ora che si è deciso a prendere in mano carta e penna, si conferma uno spietato picconatore. Il «Don Chisciotte di Piombino» divide il mondo in buoni e cattivi. Da una parte i primi: Roberto Baggio, Carletto Mazzone e pochissimi altri, ai quali dispensa tenere carezze; dall'altra i reprobi: Marcello Lippi, la Juventus in generale e naturalmente gli arbitri, primo fra tutti Pierluigi Collina.
Agroppi non ama particolarmente Arrigo Sacchi e stranamente neppure il boemo Zeman, né stravede per il «ribelle» Antonio Cassano o per il «pupone» Francesco Totti, specie quando irride i portieri avversari con il suo temibile tiro «a cucchiaio». Non risparmia, infine, il cosiddetto palazzo né quei presidenti, Moratti in testa, che accusa di eccessivi sperperi nella gestione delle società di calcio.
Comunque la si pensi, bisogna riconoscere ad Aldo Agroppi sincerità e coraggio senza limiti. Quando si tratta di entrare a gamba tesa non fa differenze: affonda il piede - e la penna - senza troppi riguardi e con democratica imparzialità. La sua cronica mancanza di opportunismo, l'arguzia e l'acutezza di certe osservazioni rendono questo libro unico e godibilissimo. Forse non piacerà ai suoi nemici e detrattori, ma questo all'autore interessa poco. Anzi ne prova un sottile piacere...
di
: Aldo Agroppi
Edizioni
: Armenia
Prezzo : € 13,50
Pagg. : 240
www.armenia.it
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