Se c’è una cosa nella vita che non farò mai è proprio quella,
correre.
Se devo bruciare zuccheri in esubero lo faccio con una nottata di
poker. Io sono per le emozioni brevi ed intense. Spizzico
l’ultima carta e so immediatamente se sarà inferno o paradiso.
Non sono fatto per le lunghe distanze...
... è un playboy all’incontrario, di quelli che non fanno
mai centro. Non è Porfirio Rubirosa ma solo Porfirio, ed è così
che lo abbiamo soprannominato.
“Domani ti porto con me Porfirio. Voglio farti scoprire la
bellezza dei boschi. Le piante parlano”
“Se giocano anche a poker...”
Potrò fare qualsiasi professione ma sono e rimarrò un ex
calciatore. Oggi faccio l’avvocato ma potrei fare il panettiere,
l’astronomo o il venditore di giocattoli: mi sentirei pur sempre
un ex calciatore. È una faccenda complicata, come tutte quelle
che riguardano la profondità della coscienza. Per spiegarla
potrei tentare di rifarmi a quella spaccatura, di cui tutti
abbiamo fatto esperienza, tra il fuori e il dentro, tra l’essere
e l’apparire, tra il dovere e il piacere, tra l’obbligo e la
scelta, tra il cervello e il cuore.
Nel mio caso tutto, il dentro, l’essere, il piacere, la scelta,
il cuore, è rimasto attaccato al pallone e allo sport. Anche se
ho frequentato solo campi di provincia, ben lontano da soldi, fama
e veline. Anche se posso vantare solo tristi primati, come quello
di essere l’unico calciatore della storia ad essersi fratturato
il femore nel corso di una partita. Avevo appena diciassette anni
e giocavo nei ragazzi della Juventus.
Ho cominciato allora a scrivere questo libro, nel quale ho voluto
celebrare lo sport, inteso come luogo dell’anima, come
meraviglioso crogiolo nel cui fuoco eterno vive e si consuma in un
istante, in una parossistica esaltazione, la gioia o il dolore.
Troverete quattordici racconti; ogni racconto si inquadra nella
cornice di una diversa disciplina sportiva. C’è anche il
calcio, naturalmente, peraltro l’unico racconto interamente
autobiografico. È lì infatti che ho rievocato i drammatici
momenti del mio infortunio. Per il resto ho disseminato pezzi di
me in ogni storia. Certo, è il mio mondo... ma in fondo è anche
il vostro, perché alla fine lo sport è diventato solo un
pretesto per parlare di emozioni e di sentimenti..
Saluti da Buenos Aires