Recensione Editoriale : Sportiamoci in Versi - a cura di Ermanno Eandi - Bradipolibri ed. 


Formato: 17 x 24 cm
Prezzo: 18,00 Euro
Pagine: 128
Edizioni : Bradipolibri
Illustrazioni: in b/n

Biciclette, palloni, guantoni, sci, giavellotti, racchette e campi di calcio, salite dolomitiche, piscine, trampolini innevati, ring, piste, circuiti: ogni sport ha caratteristiche, luoghi e strumenti diversi.
Poi c'è lo sport, quello che ha un solo luogo e un solo attrezzo: il sogno.
È lo sport dei bambini, dei poeti e degli scrittori. I bambini di Napoli che sognano, su un'aiuola spelacchiata di essere Maradona che vince lo scudetto o i ragazzini cubani che giocano a baseball nelle strette vie dell'Avana, spesso sono più belli, più grandi, più emozionanti di tanti campioni.
E a chi ci racconta bambini e campioni, a chi ha saputo inventare su un foglio bianco e con una penna in mano momenti di storia e di storie indimenticabili, a chi ha saputo farci sognare di fronte a una pagina scritta provando le stesse emozioni che in uno stadio o ai margini di una strada al passaggio del Giro d'Italia, abbiamo detto grazie perché ci ha fatti sognare.
È a loro che abbiamo pensato ideando il Premio letterario per poesia sportiva “Inpuntadipenna”.
Per trovare persone che sanno sognare, che vogliono scrivere i loro sogni di sport, che vogliono raccontare le gesta di campionesse, di campioni e di bambini che giocano a pallone nel cortile della scuola o di ragazzine che si sfidano in gare ciclistiche sul lungomare o sognano amori danzanti danzando scalze sulla sabbia.
La prima gara è sempre diversa da tutte le altre: le difficoltà e le emozioni saranno certamente uniche e irripetibili. Si parte convinti di aver previsto tutto e ci si accorge che tante piccole cose la rendono diversa da come l’avevamo immaginata. Il nostro corpo e la nostra testa viaggiano su binari diversi, suonano una musica che non riconoscono, qualche volta sembrano andare ognuno per conto suo: la testa dice alle gambe di correre ma loro sono frenate dallo sforzo eccessivo, le braccia affondano nell’acqua a un ritmo che il pensiero non riesce a seguire, quel pallone sembra così vicino ma non riusciamo a raggiungerlo né con la testa né con le gambe e se ne va con un altro.
“Inpuntadipenna”, quest’anno, per noi, è stato un po’ così. È stata una gara, una sfida che abbiamo lanciato a noi stessi e con la quale ci siamo cimentati con entusiasmo. Non avevamo previsto tutto e spesso abbiamo temuto di non riuscire a fare tutto, a finire il lavoro nei tempi previsti. Non è stata una gara sui cento metri ma una maratona: qualche volta ci siamo sentiti sotto un sole assurdo, altri giorni sotto una pioggia gelida, abbiamo sentito le gambe molli con ancora tanti chilometri da fare.
Ma lungo il percorso, man mano che la strada scorreva sotto i nostri piedi, abbiamo trovato quei punti di ristoro che aiutano ad arrivare alla fine. Quella spugna per rinfrescarci, quell’asciugamano per fare fronte alla pioggia, quel bicchiere che ha smorzato la sete sono stati per noi la risposta di chi ha scritto poesie che ci hanno emozionati, le lettere e i messaggi che abbiamo ricevuto in questi mesi, l’entusiasmo dei giudici nel valutare i lavori e il loro piacere nel premiare i più belli e nello stesso tempo il dolore per doverne escludere altri perché tutti gli scritti che sono arrivati avevano una ragione, una frase, una parola, una scelta che li rendeva preziosi.
Adesso abbiamo tagliato il traguardo, con questi quarantadue chilometri e centonovantacinque metri alle spalle e siamo pronti per progettare la gara del prossimo anno.

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