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Dopo
apposita riunione la federazione accettò il progetto così Rimet
affidò l’incarico all’orafo parigino La Fleur, cresciuto alla
scuola del famoso Cartier di realizzare un trofeo per detta
manifestazione: Abel la Fleur coniò una statuetta raffigurante una
vittoria alata che reggeva una coppa, il tutto appoggiato ad un
piedistallo di marmo a base ottagonale. Peso complessivo 4 kg. di
cui 1.800 in oro a 18 Karati. L’altezza del trofeo era di cm. 30.
Il
trofeo fu messo in palio la prima volta a Montevideo nel 1930, la
coppa raggiunse il Sudamerica a bordo della nave italiana Conte
Grande. La coppa proseguì poi il suo viaggio in Italia detentrice
del trofeo nel 1934 e 1938.
Allo
scoppio della II guerra mondiale la coppa Rimet attraversò dei
brutti momenti, la Germania cercava oro per la patria e la coppa era
un trofeo d’immenso valore e peso. All’epoca la Rimet era in
custodia presso l’abitazione dell’ing. Barassi segretario della
Federcalcio, la perquisizione in casa di Barassi da parte della
Gestapo non sortì a nulla, il trofeo non fu ritrovato, Barassi
l’aveva incredibilmente nascosto sotto il letto di casa avvolto in
una coperta dove i tedeschi non andarono a controllare così la
coppa era salva!
Si
arriva così al 1966, la coppa del mondo è organizzata
dall’Inghilterra ed il trofeo arriva nel Regno Unito ma proprio
nella patria di Sherlock Holmes e di Scotland Yard succede
l’incredibile……..
Londra
20 marzo 1966 dalla central hall di Westminster dove il trofeo era
in esposizione arriva la notizia che fece il giro del mondo in pochi
attimi: era stata rubata la coppa Rimet! Scotland Yard brancolava
nel buio, venne in aiuto anche l’Interpool ma di risultati
concreti non se ne vedevano. Fu incolpato del furto un portuale
disoccupato, alla federazione Inglese arrivò una lettera anonima
con la proposta di una trattativa che non fu mai portata avanti. In
mezzo alle polemiche ed ad una ridda di voci incredibili ed
incontrollabili venne alla ribalta “Pickles” chi era costui? Un
cagnetto senza pedigree, accompagnato dal suo padrone David Corbett
per il solito giro nel giardino Londinese vicino a casa, inizia ad
annusare un pacco avvolto in giornali, il padrone s’incuriosisce e
si avvicina srotolando il pacco dai giornali ed ecco la sorpresa:
riappare la coppa Rimet.
Tutta
la Federazione inglese respira a pieni polmoni, l’onore è salvo
ma il mistero rimane, molti i punti interrogativi, perché disfarsi
del trofeo? Perché non chiedere nulla in cambio? Chi pagò la somma
necessaria per scarcerare l’accusato in precedenza del furto, il
portuale Betchley? Un vero giallo che i più all’epoca risolsero
con la soluzione più reale: nella settimana passata tra la
scomparsa ed il ritrovamento, probabilmente era stata fatta coniare
lavorando senza soste una nuova coppa Rimet che poi il buon cane
Pickles ritrovò. Il giallo non fu mai risolto e forse Pelè nel
1970 cioè quattro anni dopo sollevò la vera coppa oppure una
copia? |