Rassegna Stampa : Collezionismo - Chi rubò la Coppa del Mondo ?  - (CalcioGold - Luglio 2003)


L’agenzia ANSA diramava la notizia che Antonio Carlos Aranha, implicato nel clamoroso furto della coppa Rimet, avvenuto nel 1987 in Brasile era stato assassinato. Gli investigatori ritennero che si fosse trattato di un vero e proprio regolamento di conti e che probabilmente gli autori dell’omicidio siano stati gli altri due complici del furto della Coppa del Mondo asportata dalla sede della Federcalcio Brasiliana e poi fusa. Aranha avrebbe venduto l’oro ricavato dalla fusione non dividendo il ricavato con gli altri complici. Ed è proprio da questa notizia che nasce il giallo della Coppa Jules Rimet ancor oggi non risolto, gli autori del furto rubarono veramente l’originale coppa Rimet oppure una copia? La vicenda a dir poco intrigata inizia nel lontano 1928, precisamente il 29 maggio il congresso d’Amsterdam discuteva ed approvava il progetto studiato dal francese Henry Delaunay di disputare un torneo mondiale per nazioni. L’Uruguay propose al presidente della FIFA Jules Rimet di organizzare la coppa del Mondo in concomitanza dei festeggiamenti per i cento anni d’indipendenza dell’Uruguay.

Dopo apposita riunione la federazione accettò il progetto così Rimet affidò l’incarico all’orafo parigino La Fleur, cresciuto alla scuola del famoso Cartier di realizzare un trofeo per detta manifestazione: Abel la Fleur coniò una statuetta raffigurante una vittoria alata che reggeva una coppa, il tutto appoggiato ad un piedistallo di marmo a base ottagonale. Peso complessivo 4 kg. di cui 1.800 in oro a 18 Karati. L’altezza del trofeo era di cm. 30.

Il trofeo fu messo in palio la prima volta a Montevideo nel 1930, la coppa raggiunse il Sudamerica a bordo della nave italiana Conte Grande. La coppa proseguì poi il suo viaggio in Italia detentrice del trofeo nel 1934 e 1938.

Allo scoppio della II guerra mondiale la coppa Rimet attraversò dei brutti momenti, la Germania cercava oro per la patria e la coppa era un trofeo d’immenso valore e peso. All’epoca la Rimet era in custodia presso l’abitazione dell’ing. Barassi segretario della Federcalcio, la perquisizione in casa di Barassi da parte della Gestapo non sortì a nulla, il trofeo non fu ritrovato, Barassi l’aveva incredibilmente nascosto sotto il letto di casa avvolto in una coperta dove i tedeschi non andarono a controllare così la coppa era salva!

Si arriva così al 1966, la coppa del mondo è organizzata dall’Inghilterra ed il trofeo arriva nel Regno Unito ma proprio nella patria di Sherlock Holmes e di Scotland Yard succede l’incredibile……..

Londra 20 marzo 1966 dalla central hall di Westminster dove il trofeo era in esposizione arriva la notizia che fece il giro del mondo in pochi attimi: era stata rubata la coppa Rimet! Scotland Yard brancolava nel buio, venne in aiuto anche l’Interpool ma di risultati concreti non se ne vedevano. Fu incolpato del furto un portuale disoccupato, alla federazione Inglese arrivò una lettera anonima con la proposta di una trattativa che non fu mai portata avanti. In mezzo alle polemiche ed ad una ridda di voci incredibili ed incontrollabili venne alla ribalta “Pickles” chi era costui? Un cagnetto senza pedigree, accompagnato dal suo padrone David Corbett per il solito giro nel giardino Londinese vicino a casa, inizia ad annusare un pacco avvolto in giornali, il padrone s’incuriosisce e si avvicina srotolando il pacco dai giornali ed ecco la sorpresa: riappare la coppa Rimet.

Tutta la Federazione inglese respira a pieni polmoni, l’onore è salvo ma il mistero rimane, molti i punti interrogativi, perché disfarsi del trofeo? Perché non chiedere nulla in cambio? Chi pagò la somma necessaria per scarcerare l’accusato in precedenza del furto, il portuale Betchley? Un vero giallo che i più all’epoca risolsero con la soluzione più reale: nella settimana passata tra la scomparsa ed il ritrovamento, probabilmente era stata fatta coniare lavorando senza soste una nuova coppa Rimet che poi il buon cane Pickles ritrovò. Il giallo non fu mai risolto e forse Pelè nel 1970 cioè quattro anni dopo sollevò la vera coppa oppure una copia?

La sfortuna non abbandona questo trofeo così la notte del 19 Dicembre 1983 dei ladri fanno irruzione nella sede della Federazione Brasiliana a Rio de Janeiro, immobilizzano il custode, salgono al nono piano dell’edificio e si appropriano del trofeo: La polizia tenta tutte le strade possibili ma pochi giorni dopo deve dare l’annuncio: trovati ed arrestati i responsabili del furto, per la coppa purtroppo non c’è più niente da fare è stata fusa e trasformata in lingotti poi rivenduti.

Una vera maledizione attraversa l’esistenza di questo trofeo prima salvato poi scomparso poi ritrovato ed infine oggetto tale da portare anche all’assassinio.

Il sospetto rimane ed è anche concreto, quasi sicuramente la vera ed unica coppa Rimet esiste chissà dove forse in Inghilterra od anche in Italia, forse nello studio di qualche stimato collezionista d’arte o antiquario con sotto la dicitura: non in vendita!

Quale la verità? Difficile a dirsi, rimangono sicuramente molti dubbi, lo scandalo all’epoca era veramente di proporzioni grandiose, bisognava trovare una soluzione, probabilmente è stata trovata: far apparire d’incanto un trofeo nuovo che chiudesse lo scandalo, certo che La Fleur non avrebbe mai immaginato che la sua creazione potesse vivere così tante avventure e solo l’ideatore avrebbe potuto riconoscere una copia dall’originale, quella che sollevò capitan Bobby Moore nel luglio caldo ed assolato del 1966 al cielo di Wembley di fronte a 100.000 spettatori era una copia o l’originale? Oggi a distanza di 37 anni in pratica non ci sono quasi più dubbi ma a molti forse conviene a distanza d’anni non dichiarare la verità di questa coppa che esiste certamente ma non appare per ovvi motivi.   

Ermanno Vittorio

( Fonte : CalcioGold - Luglio 2003 - pag. 43)


Sport Banner 500
Sport Banner 500

( by CalcioFans.com )

Segnala questo sito ad un amico

Stampa la Pagina

© 2000-2003 Copyright CalcioFans.com