Rassegna Stampa : L’Associazione degli ex calciatori granata si mobilita per il cimelio « Salviamo quella Coppa» (Tuttusport )


L’Associazione degli ex calciatori granata si mobilita per il cimelio  « Salviamo quella Coppa»
Salvadori: «Faccio appello a Cimminelli e Romero, ci lascino le nostre emozioni»

«Spero in una folgorazione dell’ex patron, in un atto d’amore verso il Torino. Mi auguro non voglia tenersela per ripicca». E il sindaco Chiamparino non ne vuole parlare


ALESSANDRO BARETTI

TORINO. In una società ideale non esisterebbe tran­sazione economica alcuna per l’automatico passaggio dei cimeli di un sodalizio da un proprietario ad un altro. In una società normale i medesimi potrebbero essere valutati e pagati, al pari di un giocatore o della sede, dall’acquirente. In una so­cietà poco normale e per nulla ideale affinché una tifoseria possa avere il suo museo, magari piccino ma curato e completo, deve pri­ma ammattire dietro a si­tuazioni che un aggettivo in voga definirebbe trash. Cimeli del Grande Torino, non posaceneri in serie con il disegno della Mole Antonelliana, che spuntano in cantine polverose, spariscono per poi riapparire chissà dove. 

La Coppa Italia vinta nel 1943 dal Grande Torino dopo aver superato 4­0 in finale il Venezia.
Cimminelli, ex patron del club, l’ha acquistata nel 2002 da Christie’s per 63 mila euro.
Nonostante le promesse fatte a suo tempo non è intenzionato a donarla alla società

Misteri che a svelarli sembra di avere a che fare con la genesi dei cerchi nel grano.
E allora questi cimeli sono da cercare uno a uno, come in una caccia al tesoro dove il premio finale è quel museo, piccino ma curato e completo. L’attuale tappa di questo “ gioco” risulta una tra le più difficili da portare a termine. C’è da convincere Francesco Cimminelli ( magari per il tramite di Attilio Romero) a restituire al Torino la Coppa Italia vinta nel 1943. Problema è che bisogna tentare di poggiare sul buon senso, sui sentimenti, sul valore del bene comune, perché la ritrosia di Cimminelli a restituire la preziosa Coppa non è abbattibile per vie legali. Quella Coppa lui l’ha acquistata a titolo personale ( non nella veste di proprietario del Torino) il 24 settembre del 2002 per 63 mila euro. Quindi è sua, è un suo bene privato. Con Cimminelli, provando a poggiare sul valore del bene comune ( bene del Torino e della sua gente), per la restituzione della Coppa alla società, si andrebbe in contro a una risata da parte dell’ex patron condita da parolacce assortite e da un probabile “ ma stia zitto, quale bene co­mune...”. Che poi è il suo stile, come un marchio di fabbrica.
« Dubito fortemente che Cimminelli sia intenzionato a cedere la Coppa anche di fronte a un’offerta economica vantaggiosa - dichiara senza alcun dubbio in merito Roberto Salvadori, tra le anime dell’Associazione Ex Calciatori Granata -. Si può sperare in una sua folgorazione, in un atto d’amore verso il Torino » . Certo che dopo i recenti trascorsi un atto d’amore sembra un po’ tantino. Allora come fare? « Ma le situazioni cambiano, i rapporti subiscono tante evoluzioni in meglio o in peggio - continua Salvadori -. Bisogna sperare che non voglia tenersela solo per ripicca » . L’ex presidente granata, tifoso juventino, che si tiene in casa la Coppa Italia del Torino vinta nel ’ 43. Forse nella vita ci sono soddisfazioni superiori, forse.Come forse i tifosi, le vecchie glorie granata e Cairo, magari con la supervisione del Comune di Torino ( che quantomeno potrebbe chiedere la tutela alla Sovrintendenza: ieri però il sindaco Chiamparino non ha voluto parlare della Coppa), unendo le forze ( morali ed economiche) potrebbero riconsegnare il cimelio al Torino. « Si può ideare di tutto, ma dipende sempre dalla controparte. Mi rivolgo a Cimminelli. Ci restituisca quella Coppa. Ogni qual volta mi presentavo in sede, camminavo con lentezza davanti ai trofei esposti, e ogni volta spuntava un particolare nuovo, una luce riflessa diversamente, riaffiorava il ricordo di un’azione di gioco.

30 maggio ’43: il capitano Osvaldo Ferrini e il presidente Ferruccio Novo con la Coppa Italia appena conquistata

Cimminelli, ci lasci le nostre emozioni » , l’invito di Salvadori. Questo perché non tutti salendo a Superga si sentono “ quattro c... oni”. Tanti di quelli che salgono al colle, al più, quando sono lassù, sentono di avere quattro c... oni e grossi così, che è cosa ben diversa.

Fonte : Tuttosport - venerdi 27 ottobre 2006 - pag. 10


 


( by CalcioFans.com )

Segnala questo sito ad un amico

Stampa la Pagina

© 2000-2006 Copyright CalcioFans.com