| Vi ha entusiasmato la Juventus che domenica ha battuto
il Milan, al punto che volete acquistare una maglia uguale a quella
con cui i bianconeri hanno conquistato la Supercoppa italiana ? Bè,
abbandonate l'idea: se non siete amici intimi di un calciatore di
Lippi, che gentilmente vi regala la sua, non potete comperarla in un
negozio specializzato. E non la troverete nemmeno on line sul sito
ufficiale della società campione d'Italia , perchè la divisa con
la scritta Tamoil - sponsor di Supercoppa, Coppa Italia e pure
Champions League - non sarà commercializzata dalla Nike. Il cui
logo , infatti, non compariva sulle maglie utilizzate dalla Juventus
a New York ( ammettetelo: benchè tifosi accaniti, non ve ne eravate
accorti). Il motivo ? Curioso e perfino un pò inquietante, in tempi
di così gravi tensioni internazionali: tutta colpa dei vecchi
contrasti fra gli Stati Uniti e la Libia di Gheddafi.
Negli Stati Uniti, dall'86, esiste una legge che regola i
rapporti con la Libia: la chiamano Lybian Sanctions Regulation. Tra
l'altro impedisce alle aziende a stelle e strisce di realizzare o
commercializzare prodotti di imprese che hanno sede nel paese
africano.
Come, ad esempio, la Tamoil. Visto che la
multinazionale Nike deve sottostare alla legge statunitense, perchè
la è nata ed ha domicilio, si è dovuta adattare. Il sacrificio ,
ovviamente, è enorme, sopratutto se si considera quanto la Nike
versa ogni anno alla Juventus: 13 milioni di euro (il contratto dura
12 stagioni).
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Con tanti soldi, il baffo della Nike dovrebbe
comparire pure sui mocassini di Giraudo e Moggi - e chissà che non
abbiano già pensato di mettercelo. Invece sarà visibile sulle
maglie bianconere soltanto in campionato, torneo nel quale lo
sponsor è Fastweb, mentre scomparirà in Coppa Italia e Champions
League: in queste manifestazioni lo scudetto, che con una scelta
innovativa è stato portato al centro della divisa, scivolerà di
nuovo sulla destra, dov'era sempre stato e dov'era anche domenica
scorsa a New York. E' probabile che la Nike abbia avuto un
moto di disappunto quando la Tamoil, legittimamente, ha fatto valere
l'opzione prolungando il proprio contratto con la Juventus anche per
questa stagione. Ma poi l'ha presa con filosofia: non può essere
certo un intoppo del genere a turbare l'idillio con il club
torinese, che potrebbe sfociare addirittura in una partnership molto
stretta in occasione della nuova costruzione del nuovo stadio tutto
bianconero. Perciò l'azienda americana ha preso solo i
provvedimenti strettamente indispensabili, come quello di
commercializzare le maglie del campionato e basta, senza produrre le
altre. L'azionista juventino Gheddafi, per averne una con la scritta
Tamoil (pare ci tenga), dovrà chiedere all'amico Del Piero. Oppure
sperare che il sorteggio di Coppa Italia opponga i bianconeri al
Perugia: a quel punto gli basterà scambiare la sua con un
avversario a fine partita. - di Stefano Agresti -
( Fonte : Corriere dello Sport - 5 agosto 2003 - pag. 4) |
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