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Una cittadina di periferia, un campetto brullo tra la
strada e l’argine del fiume, un gruppo di ragazzi, un
pallone: la passione per il calcio nasce così, oggi come
ieri, quando la seconda guerra mondiale stava per finire e il
calcio era la grande molla per tutta l’Italia minore, quella
operaia e quella contadina. Quando il pallone ti permetteva di
sognare ed era costruito con calze da donna rigirate su se
stesse o con carta da giornale pressata e legata con lo spago.
Sergio Bozzi, con brillante umorismo ci racconta le atmosfere,
le amicizie, il tifo, i campionati al Circolo Cattolico e
all’organizzazione dei Pionieri, le finestre rotte, i falli
e le espulsioni per le “parolacce”, gli “incontri
ravvicinati” con i grandi “miti”, ma anche quelli con le
ragazze, “misteriose metà del cielo”. Storie di ragazzi
pazzamente innamorati del calcio si intrecciano alle storie di
campioni veri e delle glorie del nostro calcio nazionale. C’è
Pino, il centromediano, buon giocatore e pessimo studente,
c’è Elio, “pollici d’acciaio”, c’è “Veleno”;
ci sono gli inglesi che nei primi mesi di pace amministrano la
cittadina, e ci sono Gino Colaussi, Vittorio Pozzo, Umberto
Calligaris e le radiocronache di Nicolò Carosio. C’è, lo
scoprirete perché, anche Emmanuel Kant, il filosofo tedesco,
il calciobalilla e Stevenson.Un modo diverso per capire la
nostra storia e per ritrovarci tutti in campo con il nostro
pallone. Il romanzo, accompagnato dalle divertenti immagini di
Andrea Rivola, è dedicato a tutti i ragazzi che hanno “il
calcio in testa” e a tutti quelli che non ce l’hanno
affinché conoscano tutto quello che si sono persi.
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