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Recensione Editoriale : PAVEL NEDVED, il leone di Praga - di B. Bernardi - Graphot Edizioni |
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Il paragone ci serve per far capire che si può dare spettacolo sia con le magie di un piede sinistro baciato dagli dei del pallone, sia con la corsa, la grinta, l'altruismo e la potenza. Più di una volta ho visto Nedved, nella Juventus, segnare gol di tipo maradoniano, con galoppate di 40 metri concluse con tiri da fuori area, di destro o di sinistro, fulminanti. Gol e prestazioni ad alto livello che hanno fatto innamorare i tifosi bianconeri. L'hanno ribattezzato «la furia ceka», esponendo la scritta sugli spalti del Delle Alpi. Due scudetti consecutivi, due Supercoppe italiane, e una finale di Champions League mancata contro il Milan a Manchester per un cartellino giallo di troppo, il suo bilancio juventino momentaneo. Ho conosciuto tanti assi, nessuno mi ha colpito come Nedved, per la ricchezza del suo repertorio. Quando l'Olanda di Cruyff, Krol, Neeskens, Suurbier & C. entusiasmava per il suo calcio totale, per definire i singoli interpreti di quegli schemi che consentivano ai difensori di trasformarsi in centrocampisti e attaccanti e agli attaccanti di arretrare con profitto in retrovia dove il portiere fungeva anche da libero, inventai l'espressione «il calciatore universale». Nedved è universale nel suo modo di agire a tutto campo, di rincorrere l'avversario per recuperare un pallone perso da lui o da un compagno. Anti-divo ma con
una forte personalità e un carattere solare. Lo spirito di sacrificio, la
capacità di soffrire, l'assoluta dedizione alla maglia che indossa, ne
fanno un esempio da seguire per tutti i giovani che sognano di sfondare
nel football. Ha vinto titoli nazionali con Sparta, Lazio e Juventus. È
stato vicecampione d'Europa a Londra '96. Da Cheb, cittadina di origini
medievali ai confini con la Germania, Pavel spiccò il volo verso Praga.
Poi si trasferì a Roma e, infine, approdò a Torino. Una catena di
successi, con poche delusioni, e in tre città diverse, che questo libro
ripercorre. E la favola di Pavel Nedved, l'orsetto di Cheb diventato il
leone di Praga, continua. È la favola di un campionissimo. BrunoBernardi
Bruno Bernardi, torinese, classe 1941.Come inviato speciale de La Stampa, ha seguito le Coppe del Mondo di calcio di Monaco '74, Buenos Aires 78, Madrid 82, Città del Messico '86, Roma '90, Pasadena '94 e i campionati d'Europa '72, '76, '80, '84, '88, '92. Come opinionista al Processo di Biscardi ha commentato anche gli europei 2000 e i mondiali 2002. Da sette lustri racconta le imprese nelle Coppe continentali di Juventus, Torino, Inter, Milan, Cagliari, Verona, Napoli, Roma, Sampdoria, Lazio, Parma, Fiorentina, Vicenza e Bologna. Come giornalista ha visto la squadra bianconera conquistare 16 scudetti, 7 Coppe internazionali e 5 Coppe Italia. In gioventù aveva praticato il calcio come dilettante. Sognava di emulare Omar Sivori ma, innamorato del dribbling e allergico ai sacrifici, ha dovuto accontentarsi di chiudere la carriera con la Nazionale giornalisti, segnando un gol d'autore su assist del 'collega' Michel Platini. Ha scritto Rombo di Tuono - storia e leggenda di Gigi Riva , Juventus Regina di Coppe , Juventissima. Per la Graphot, ha già pubblicato ìnteruna Leggenda: Magica Roma, e in collaborazione con Massimo Novelli, La Commedia del Pallone, Toro, una storia d'amore e Tre re per la Signora. |
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