Gli autori :
GIOVANNI LAI - Giornalista pubblicista dal 1990, ha collaborato con le principali testate ed emittenti veronesi
(Il nuovo veronese, Telenuovo, Radio Adige, Radio Montebaldo, La cronaca, Verona fedele, Calcio Verona, Verona Sette, Rsb) e negli Anni 90 ha curato rubriche sportive per vari mass-media. Appassionato di calcio d'epoca e in particolare di quello degli Anni 70, ha sottoscritto il suo primo abbonamento all'Hellas Verona a 12 anni. Nel 1985 ha seguito in autobus (25 ore all'andata, 24 al ritorno) la prima e per ora unica trasferta vittoriosa in Coppa dei Campioni dell'Hellas Verona, a Salonicco.
MARIO POLI - Giornalista professionista, redattore a Telenuovo, è uno dei volti più noti del giornalismo sportivo veronese.
Nel campionato di Serie A1984-85 una squadra di provincia, l'Hellas Verona, si accingeva inconsapevolmente a portare a termine l'impresa più storica del calcio italiano del secondo dopoguerra: la conquista dello scudetto. Non è mai successo, infatti, nel calcio moderno che una città non capoluogo di regione abbia vinto il titolo. Una compagine, quella gialloblù, costituita da giovani prematuramente "scartati" da grossi club (Di Gennaro, Fanna, Galderisi, Tricella, che sarebbero poi approdati in Nazionale), da veterani a fine carriera (Ferroni, Fontolan, Volpati) e da compri-mari sottovalutati (Bruni, Dona, i due
Marangon, Sacchetti, Spuri, Turchetta), da un portiere efficace quanto sgraziato (Garella) e da due stranieri considerati "minori" (il tedesco Hans-Peter Briegel e il danese Preben Elkjaer-Larsen); e, soprattutto, dal vero artefice di quel "miracolo" sportivo compiuto alla corte dal presidente Chiampan e del ds Mascetti: l'allenatore Bagnoli.
Questo libro, attraverso le voci dei protagonisti di allora, è il racconto dell'epica impresa, della straordinaria vittoria di quella che sarà a lungo ricordata come quella «dell'Hellas-Verona, l'ultima provinciale». Particolare forse non secondario, proprio nell'anno del sorteggio arbitrale integrale. Primo il Verona, secondo il Torino: solo un caso?
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