Recensione Editoriale : Giocare da libero Conversazione con Adriano Sofri  - Limina ed.


 

Titolo : Giocare da libero Conversazione con Adriano Sofri

Autore : Teo De Luigi

Edizioni : Limina

Prezzo :Euro 13.50

Pagine : 80 (più inserto fotografico)

 

«Ricordare, dal latino re-cordis, ripassare dalle parti del cuore» ha scritto Eduardo Galeano. È ciò che vuole suggerire questo libro-conversazione di Teo De Luigi con Adriano Sofri, per raccontare due anni «storici», il '68 e il '78.

Una storia che Sofri affronta dalla condizione attuale di detenuto. Ritorna sugli anni che lo videro protagonista della vita politica, con la formazione di Lotta Continua, fino all'esperienza di scrittore critico degli anni del terrorismo, «tragici e terribili».
Un percorso fatto senza infingimenti o ritrosie, ricco di memorie ed episodi inediti, come inedito è il punto di partenza sollecitato nel colloquio: riflettere su quegli anni attraverso il filtro di ciò che ha sempre rappresentato il Calcio in Italia: termine di paragone, o cartina di tornasole degli avvenimenti sociali e politici del nostro Paese e non solo.
Nel 1968, la Nazionale italiana vince per la prima e unica volta il Campionato Europeo, ma la memoria comune ne conserva un labile ricordo. Perché? Forse la nascita del movimento studentesco, le lotte operaie, la guerra in Vietnam, gli assassini di Martin Luther King e di Robert Kennedy, misero in secondo piano il calcio?
Oppure, nel maggio 1978, quando la Nazionale parte per i Mondiali in Argentina, il calcio non poteva non avvertire il clima di terribile sofferenza del paese, segnato dalla scia di sangue lasciata dal terrorismo e che culminò nell'assassinio dellonorevole Moro e della sua scorta. Nello stesso momento, dall'Argentina arrivavano gli echi della dittatura, col tragico fenomeno dei desaparecidos.
Dunque ancora un evento sportivo per «accantonare» gli orrori della vita sociale e politica? Dunque ancora un evento sportivo per «accantonare» gli orrori della vita sociale e politica?
Oggi, le riflessioni di Adriano Sofri partono direttamente dal campetto del carcere, che lo vede, fra l'altro, misurarsi attivamente col gioco del calcio. «Giocare a pallone è una delle cose che mi posso concedere perché sto in un posto da pazzi come questo». E le immagini che documentano il racconto, testimoniano una volta di più la sua volontà e vicinanza al pensiero pasoliniano, quando sostiene: «Voglio parlare delle cose che so, che ho vissuto e vivo».

Teo De Luigi, autore e regista, riminese, ha collaborato con Sergio Zavoli dal 1987 al 1999 (da «La notte della Repubblica» a «Viaggio nel calcio»). Attualmente collabora con Sky realizzando documentari per «Sky racconta». È il suo primo libro. 



( by CalcioFans.com )

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