Nel calcio senz'anima dei nostri tempi, c'è
qualcuno per cui la maglia è ancora un valore. Alessandro del
Piero, quella bianconera della Juventus, carica di storia e di
scudetti, non l'ha mai voluta tradire.
Questo libro vuole essere un atto d'amore verso uno degli ultimi
giocatori simbolo del calcio italiano; un ritratto costruito con le
testimonianze e i racconti esclusivi di chi Del Piero lo conosce
bene: allenatori della Juventus e commissari tecnici della
Nazionale, da Marcello Lippi a Fabio Capello; compagni di squadra
come Ferrara e Di Livio; fino all'amico don Luigi Ciotti, il
sacerdote di Torino che ne ha celebrato in gran segreto il
matrimonio. Una lunga biografia che lo stesso Del Piero, attraverso
un'intervista, ripercorre in prima persona nei suoi passaggi
fondamentali.
Talento raffinatissimo e discusso, Del Piero fa parte della
pattuglia, sempre più sparuta, di quelli che continuano a credere
nel valore simbolico della maglia che indossano. Nel calcio
senz'anima dei nostri tempi, quella bianconera della Juventus,
carica di storia e di scudetti, non l'ha mai voluta tradire.
Raccontare la storia di Del Piero, significa fare un viaggio nel
tempo, da quando il calcio era una ricchezza della provincia, nel
suo caso San Vendemiano, a pochi chilometri da Treviso, tra Veneto e
Friuli, una zona d'Italia che da sempre è fucina di campioni del
pallone. |

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Che cosa è rimasto del ragazzino di allora? Qual è il segreto della
sobrietà di uno stile sempre rispettato, in campo e fuori? Quanto ha
influito l'educazione ricevuta dai genitori, nella semplicità della vita
familiare? A 20 anni, dopo due stagioni al Padova, il grande balzo verso
Torino, la capitale del calcio. è il 1993. Lo vuole a tutti i costi
Giampiero Boniperti che lo vede giocare e non ha dubbi: quel ragazzo
diventerà un fenomeno. Una scommessa vinta che si rinnova anno dopo anno,
in un crescendo di scudetti e di gol, passando per una Coppa dei Campioni
e una Coppa Intercontinentale. Ma è anche una storia fatta di polemiche,
di finali perse, di campionati del mondo ed europei mai coronati dal
successo e di infortuni gravi, uno soprattutto, quello del 1999 a Udine,
che lo blocca per nove mesi. Quell'incidente è una specie di doloroso
spartiacque, un nuovo inizio, faticoso, carico di incertezze, poi sempre
più facile verso la vetta di miglior cannoniere nella storia della
Juventus, un record che - per un bizzarro gioco del destino - sottrae
proprio a Boniperti, l'uomo che lo aveva chiamato a vestire quella maglia
bianconera.
Un numero 10 al quale l'avvocato Agnelli diede un giorno il soprannome di
«Godot», dal titolo di una celebre opera di Samuel Beckett. Un
soprannome che, insieme a quello di Pinturicchio, gli è rimasto addosso,
segno dell'affettuosa e ironica attenzione del primo tifoso juventino.
Marco Franzelli, in Rai dal 1980, attualmente è caporedattore
dei Servizi speciali del Tg1. Ha pubblicato Luca di Montezemolo. Le
grandi vittorie Ferrari (Bompiani) e Motorshow: 30 anni di motori a
Bologna (Edizioni Franco Angeli).
Donatella Scarnati è in Rai dal 1984. Chiamata da Paolo Valenti,
è la prima donna ad apparire stabilmente nei collegamenti di «Novantesimo
Minuto». Oltre allo sport, ha seguito diversi avvenimenti di cronaca in
Italia e all'estero.
| Prezzo : € 13,50 |
| Pagg. : 284 |
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