di FABIO RIVA
| TORINO. I ringraziamenti del caso; la soddisfazione per aver trovato un
rimedio ad un problema insoluto da tanto, troppo tempo ( unitamente alla
voglia di soprassedere sulla latitanza, in merito, da parte del Comune di
Torino); le simpatiche battute tra i protagonisti della vicenda, più o
meno equamente divisi tra torinisti e juventini. Ecco il clima gioviale,
propositivo che ha contraddistinto la conferenza stampa di presentazione
di quella che sarà la nuova sede del Museo del Toro ( già Museo del
Grande Torino): vale a dire Villa Claretta, a Grugliasco. Una soluzione
eccellente ( certamente in grado di accrescere ulteriormente le
potenzialità del Museo), nonostante sia stata individuata in tempi
rapidissimi, e a pochi mesi dallo sfratto, che imponeva lo spostamento dei
cimeli dalla basilica di Sueprga entro aprile ( sfratto ora prorogato a
giugno).
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GRUGLIASCO
(To). La facciata della settecentesca Villa Claretta (LaPresse)
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A fare gli onori di casa c’erano il presidente e il vicepresidente
della Giunta Provinciale, Sergio Vallero e Giuseppe Cerchio,
con l’assessore all’istruzione Umberto D’Ottavio, il sindaco
e il vicesindaco di Grugliasco Marcello Mazzù e Luigi Montiglio.
« Il Museo del Grande Torino ha spiegato Vallero - è un patrimonio
storico culturale. A maggior ragione in un momento in cui il calcio non
è all’onore del mondo ci è sembrato doveroso, dopo l’iniziativa del
vice attivarci per promulgare i valori positivi che questa gloriosa
squadra emana.
Così Domenico Beccaria, presidente dell’associazione Memoria
Storica Granata: « Ringraziamenti doverosi e sentiti ai membri della
Giunta Provinciale, nonostante in buona parte si tratti di juventini... Ma
del resto è anche questo uno dei miracoli del Grande Torino, vale a dire
di saper unire gli sportivi di tutta Italia. L’accoglienza a Villa
Claretta ci consente di sviluppare il nostro progetto in diverse
direzioni. Innanzitutto la dimensione dell’area espositiva ci consentirà
di dare vita ad un Museo dell’intera storia del Torino, cosa che a
Superga non è consentita, dato che abbiamo solo tre stanze a
disposizione. Inoltre vogliamo creare una zona mediatica, che renda il
Museo interattivo grazie alla possibilità di consultare dvd, libri,
testimonianze. Ovviamente siamo disponibili ad accogliere a braccia aperte
chiunque voglia collaborare in tal senso: dall’associazione ex
calciatori, al Torino Fc... Pensate, Piero Gay s’è già detto
disponibile a mettere a disposizione la sua collezione: ancora prima di
spostarsi, il museo è già più ricco! » .
E addirittura già si immagina di utilizzare l’ampio parco prospiciente
la villa per collocarvi un modello dell’aeroplano tragicamente
schiantatosi a Superga. In attesa, ovviamente, di poter procedere al
definitivo trasloco nei locali di un nuovo Filadelfia.
(Fonte
: Tuttosport, sabato 10 marzo 2007 )
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