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CAOS NEL MONDO DEI COLLEZIONISTI
Truffa sulle maglie d’epoca Giro d’affari da 300mila euro

STEFANO PASQUINO STEFANO SCACCHI

MILANO. Un giro d’affari da 200­300mila euro fondato sulla buona fede di tanti ex campioni del passato e sulla passione dei collezionisti di maglie da calcio. Una divisa di un giocatore degli anni ’60 viene venduta all’asta per non meno di 3.000 euro, cifre che hanno spinto qualcuno a immettere sul mercato decine di magliette ottenute in modo decisamente scorretto. «Buongiorno, conosco i vertici del Museo federale di Coverciano, siete disposti a darmi le vostre vecchie maglie per l’esposizione? », è la frase con la quale si presentava il faccendiere che ha messo a soqquadro il mondo dei grandi ex e dei collezionisti. In tanti gli hanno creduto e hanno aperto la valigia dei ricordi: Sandro Salvadore, Giuliano Sarti, Aristide Guarneri, Bruno Giordano, alcuni giocatori della Fiorentina di 40 anni fa e le famiglie di Carlo Parola e Amedeo Amedei.
LA SCUSA DEL MUSEO
    Nella stragrande maggioranza dei casi, le loro storiche divise non sono mai arrivate nelle teche di Coverciano, ma sono andate all’asta. Le sale del museo, inaugurato nel 2000 nei dintorni di Firenze, ospitano solo materiale relativo alla storia della Nazionale. Quindi le magliette dei club (molto ambite quelle di Fiorentina, Juventus, Milan e Inter) avevano per forza un’altra destinazione. Il cerchio si è chiuso perché alcuni collezionisti si sono resi conto di aver acquistato duplicati molto sofisticati delle magliette originali. E’ partito il passa-parola e così è stato facile scoprire che tre amatori avevano comprato per migliaia di euro le magliette di Milan, Juventus e Nazionale donate da Sandro Salvadore nella convinzione di fare un favore al museo di Coverciano. Particolarmente odioso il modo in cui l’uomo che inganna gli ex campioni ha ottenuto una quarta maglietta di Salvadore: una visita alla moglie pochi giorni dopo la scomparsa dell’ex libero, nel gennaio del 2007.

LE REAZIONI ALL’INGANNO

Qualche collezionista ha ottenuto la restituzione delle somme pagate. Qualche parente di grandissimi del nostro calcio si è infuriato quando ha saputo di divise replicate e spacciate come autentiche. I più rassegnati sembrano proprio gli ex giocatori. «Ho dato due magliette dell’Inter a quel signore e lui me le ha restituite il sabato del Centenario nerazzurro, non ho niente contro di lui», dice Guarneri. «Gli ho consegnato una maglia dell’Italia, non so cosa ne ha fatto e non mi interessa », aggiunge Sarti. Ma ormai l’alibi del Museo di Coverciano è stato scoperto.
 

 

(Fonte : TuttoSport - Giovedi 27 marzo 2008)


 


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